10/09/2014, 14:23

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 "Too young to drink": troppo giovane per bere. Un nascituro immerso in una bevanda alcolica, dal vino alla vodka, per sensibilizzare sui rischi del bere in gravidanza: dalle malformazioni ai disturbi



"Too young to drink": troppo giovane per bere. Un nascituro immerso in una bevanda alcolica, dal vino alla vodka, per sensibilizzare sui rischi del bere in gravidanza: dalle malformazioni ai disturbi mentali.         
                           

Questo lo slogan della campagna lanciata dalla "European Fasd Alliance" in occasione della giornata internazionale della sindrome feto-alcolica e disturbi correlati, per sensibilizzare le neomamme ad evitare di consumare alcolici durante la gestazione del proprio bambino.Due bambini su cento in Europa e uno su cento negli Stati Uniti soffrono di disordini feto-alcolici, ossia difetti, disturbi dell’apprendimento, problemi comportamentali e malattie mentali causate dal consumo di alcol della loro madre durante la gravidanza.L’esposizione all’alcol prima della nascita, nel grembo materno, causa conseguenze in circa 70 milioni di persone nel mondo.Il consumo di alcol durante la gravidanza può provocare una varietà di anomalie strutturali (anomalie cranio facciali, rallentamento della crescita) e disturbi dello sviluppo neurologico che comportano disabilità comportamentali e neuro-cognitive. Queste alterazioni si possono presentare con modalità diverse tali da comportare un ampio spettro di disordini, che vengono ricompresi nel termine FASD (Fetal alcohol spectrum disorders). La sindrome feto-alcolica (Fetal alcohol syndrome-FAS) è la più grave disabilità permanente che si manifesta nel feto esposto, durante la vita intrauterina, all’alcol consumato dalla madre durante la gravidanza. L’alcol ingerito dalla madre giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, ma il feto non può metabolizzare l’alcol perché è privo degli enzimi adatti a questo compito, di conseguenza l’alcol e i suoi metaboliti si accumulano nel suo sistema nervoso e in altri organi, danneggiandoli. Pertanto il consiglio è di astenersi dal bere durante la gravidanza."Poiché a oggi non si conosce la quantità di alcol che si può consumare in gravidanza senza alcun rischio per il nascituro, il consiglio obbligato per le donne incinta e per quelle che cercano di avere un bambino è di non bere alcol", spiega Simona Pichini, ricercatrice dell’Istituto superiore di Sanità che, insieme al centro di alcologia del Policlinico Umberto I e all’Eufasd, promuove il terzo convegno europeo sulla Sindrome feto alcolica, in programma a Roma il 20 ottobre.Su poster, manifesti e banner della campagna compaiono neonati immersi in differenti tipi di bevande alcoliche, dal vino alla birra passando per rum, vodka, whiskey e brandy. Non solo: in video e cortometraggi, i genitori di bimbi affetti da tali disturbi parlano delle conseguenze dell’assunzione di alcol nei nove mesi sperando di convincere le donne in gravidanza a rinunciare.Prevenire si può, basta volerlo. Una campagna lodevole da diffondere, e non solo tra le neomamme di tutto il mondo, così da rendere consapevoli anche chi gli sta intorno.



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