22/09/2014, 12:04

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IOS-8---Recensione-Completa


 Milioni di utenti di iPhone e iPad hanno aggiornato nella giornata di ieri ad iOS 8, il nuovo sistema operativo Apple presentato nel corso del MWC 2014. Qualcuno, probabilmente i possessori dell’iPhon



Milioni di utenti di iPhone e iPad hanno aggiornato nella giornata di ieri ad iOS 8, il nuovo sistema operativo Apple presentato nel corso del MWC 2014. Qualcuno, probabilmente i possessori dell’iPhone 4S, starà cercando di capire se l’eventuale update possa in qualche modo, e non sarebbe una novità, rallentare lo smartphone o portare ad un consumo di batteria anomalo, e in questo caso consigliamo davvero di attendere perché i primi test non sono incoraggianti.

iOS 8, che dal punto di vista della grafica non è certo rivoluzionario come iOS 7, rappresenta per iOS un vero punto di svolta. Apple, per la prima volta, ha infatti aggiunto una serie di funzionalità attese da tempo e votate ad una piccola apertura nei confronti di chi da sempre addita iOS come un sistema chiuso. Le apps possono finalmente parlarsi tra di loro, la tastiera Apple può essere sostituita con tastiere di terzi e altri piccoli limiti delle versioni precedenti sono venuti a cadere rendendo di fatto superfluo, tranne per chi ama il rischio e le app gratis, un eventuale jailbreak. A Cupertino sono impazziti? No, hanno solo fatto bene i loro calcoli: una maggior apertura del sistema verrà sicuramente apprezzata dagli utenti che sono abituati alla flessibilità di Android, e iOS 8 con il nuovo iPhone 6 Plus possono davvero attirare quel target che non ha mai visto di buon occhio Apple.


In ogni caso, giusto per mettere le cose in chiaro, se da una parte Apple si apre offrendo nuove possibilità agli sviluppatori, dall’altra ha implementato una serie di funzioni che esaltano la superiorità del connubio iOS - Yosemite spingendo di fatto le persone verso il suo mondo "chiuso". 

Se è vero che ci sono milioni di persone con in tasca un iPhone o nella borsa un iPad, è anche vero che molte di queste hanno a casa un PC o un notebook Windows: non sanno cosa si perdono. Continuity e Handoff, ad esempio, sono due killer application che solo chi appartiene alla grande famiglia Apple potrà apprezzare, e la stessa funzione Family Sharing sembra fatta apposta per spingere verso una adozione globale di iOS all’interno di un nucleo famigliare. Abbiamo provato iOS 8 partendo dalle prime beta e arrivando ora alla versione finale su un iPad 2 un un iPhone 5: non una scelta coraggiosa, ma semplicemente la voglia di vedere se con hardware più datato calano le prestazioni e la durata della batteria. La risposta ovviamente nelle conclusioni.


Per molti, ma non per tutti

Come ogni aggiornamento di iOS anche la versione 8 taglia la compatibilità con alcuni modelli di iPhone e iPad passati: la vittima illustre in questo caso è l’iPhone 4 che resterà a iOS 7. Dall’iPad 2 fino alla quinta generazione di iPod Touch sarà possibile aggiornare a iOS 8, anche se non tutte le feature saranno presenti. L’app Salute, ad esempio, non sarà disponibile su iPad per ovvi motivi mentre Continuity funziona solo dall’iPhone 5 in poi. Alcune funzionalità poi, come il contapassi, sono legati alla presenza di hardware specifico: non è presente per esempio sull’iPhone 5 da noi usato per l’assenza del processore M7 ma funziona su un’altro iPhone 5S che abbiamo in redazione.

Al termine del corposo aggiornamento, fatta eccezione per le nuove app, l’utente si trova comunque in un ambiente che ormai conosce bene: iOS 8 non è assolutamente diverso da iOS 7 dal punto di vista grafico, ma sotto il cappello ha una serie di novità sostanziali. Se iOS 7 è stato rivoluzionario per quanto riguarda l’interfaccia, iOS 8 è altrettanto rivoluzionario per le funzioni e i miglioramenti che apporta all’intero sistema operativo.



Rivoluzione "extensibiliy": le app finalmente parlano tra loro

iOS porta un numero notevole di novità, ma sicuramente il primo posto del podio lo merita l’apertura del sistema app e di iOS stesso alla possibilità di estensione da parte degli sviluppatori. Una scelta questa che va controcorrente rispetto a quanto fatto vedere da Apple fino ad oggi, ma anche una cosa indispensabile per far crescere iOS. Fino ad oggi iOS prevedeva una serie di applicazione isolate, chiuse per motivi di sicurezza in una sendbox e incapaci di interagire una con l’altra: lo sviluppatore di un reader di feed, ad esempio, non poteva interagire con Safari per poter aggiungere direttamente il feed di un sito dalla pagine del sito ma era obbligato a copiare il link negli appunti, aprire l’app dei reader RSS e aggiungerlo a mano. Ma non solo: fino ad oggi era impossibile aprire un editor particolare di foto direttamente dalla fotocamera, grazie a "extensibility" ora si può.



I widget possono ora essere personalizzati. Ogni app potrà avere un widget se previsto dallo sviluppatore



All’interno delle apps si potranno trovare elementi di altre app: non sarà più necessario fare svariati passaggi



Il control center è ancora l’unico elemento che non può in alcun modo essere toccato

Una piccola ma utile rivoluzione che vedrà sbocciare un numero elevatissimo di estensioni per applicazioni che aumenteranno l’interazione tra app e app e tra app e iOS. Grazie a questa funzionalità si possono anche sostituire elementi di iOS: la tastiera, ad esempio, può essere rimpiazzata da tastiere di terze parti e la maggior parte delle famose tastiere predittive usate su Android stanno arrivando anche su iOS. C’è da dire, però, che Apple ha migliorato molto la tastiera nativa che ora si adatta anche allo slang e al tipo di scrittura utilizzato: l’uso della K al posto del "ch" sarà non solo tollerato ma anche assimilato da iOS come abitudine dell’utilizzatore. Di questo ne parliamo però più avanti.


SwiftKey è una tastiera alternativa ma va installata e configurata dalla sua applicazione

Anche se possono intervenire su moltissimi aspetti gli sviluppatori non possono ancora toccare elementi di iOS come il Control Center e la springboard: Apple vuole evitare che troppe personalizzazioni possano in qualche modo inficiare l’usabilità e l’eleganze del sistema. 

Ogni estensione, dai widget alle tastiere, non vengono però scaricati dall’App Store in quanto tali ma devono essere pacchettizzati in una applicazione: non ci sarà quindi un widget meteo senza una applicazione meteo e non potrà esserci una tastiera senza l’app dedicata. Una scelta questa particolare: sta allo sviluppatore di una applicazione sviluppare le estensioni "ufficiali" per la sua app, e non sarà possibile per esempio creare solo l’estensione per una serie di app per le quali le estensioni non sono previste. 

Una logica, questa, totalmente diversa da quella delle estensioni di Chrome o di Firefox.

Tutto quello che facevi prima ora lo fai nella metà del tempo

Come ogni sistema operativo iOS 8 raccoglie anche una serie di features e piccole migliorie che a volte appaiono insignificanti ma che possono rendere davvero più facile e veloce l’uso dello smartphone. Tra queste ne segnaliamo solo alcune, ma siamo certi che usandolo a fondo scopriremo moltissime shortcut e piccole chicche che a prima vista è difficile cogliere. Sotto questo punto di vista i cambiamenti alla luce del sole sono la possibilità di interagire direttamente con le notifiche, rispondendo ad esempio ad un messaggio senza chiudere l’app in esecuzione e una versione migliorata della schermata "multitasking", che oltre alle apps aperte guadagna una fila di icone con le ultime persone contattate e i contatti segnalati come preferiti. Certo, ci sono anche accedendo dall’icona telefono ma così è tutto più semplice.



Finalmente si può interagire direttamente con una notifica

La vista "multitasking" è utilissima ora, ci sono anche i contatti e i preferiti

Tra le aggiunte gradite anche la possibilità di aggiungere rapidamente un contatto se riceviamo una mail da una persona che non è nella nostra rubrica e la facilità con cui ora si possono cancellare le mail, ovvero una bella "botta di pollice" da destra a sinistra sulla singola missiva. La possibilità di aggiungere poi una serie di widget al pannello notifiche ci evita di dover richiamare necessariamente una applicazione, il tutto con l’obiettivo di accorciare i tempi.


Una schermata home con tempi, orari dei mezzi di trasporto usati, risultati delle partite e azioni di borsa che si aggiorna dinamicamente potrebbe essere il tipico esempio di uso dei widget. Un altro passo avanti verso Android, che certe cose le aveva già da tempo. Migliora anche Spotlight per uniformarsi al nuovo Spotlight di Yosemite: inserendo una chiave il motore cerca ovunque, anche sul web (Bing e Wikipedia) trasformandosi così in una sorta di motore di ricerca globale che ancora una volta accorcia i tempi di esecuzione: per cercare qualcosa non si deve più aprire Safari e andar su Google. Questo ovviamente nelle idee di Apple: per la ricerca preferiamo affidarci ai vecchi metodi, ma se cerchiamo un app o una mail allora va più che bene. La ricerca su web, ovviamente, può essere esclusa.


La ricerca di Spotlight funziona anche su web, ma può essere disattivata da menu

La tastiera indovina le parole, e se non vi piace si cambia

L’apertura di Apple alle tastiere di terze parti renderà in moltissimi casi obsoleta la tastiera di default di iOS: sull’iPhone 6 Plus, ad esempio, una tastiera come SwiftKey o Swype potrebbe rivelarsi più pratica e utile di una tastiera classica dove si deve battere ogni singolo tasto con precisione. Apple ha comunque rivisto la tastiera di base aggiungendo un sistema di rilevamento predittivo che aiuta non solo nella composizione dei messaggi ma anche nelle risposte rapide. Denominato QuickType il sistema di Apple apprende i nostri usi e le nostre abitudini in fatto di scrittura, adattandosi non solo allo slang usato ma anche al tipo di linguaggio che teniamo con determinati contatti. Ad un messaggio di tipo "ci sei" inviato dalla fidanzata Quicktype suggerirà un "eccomi amore" o "dimmi cara", suggerimenti che non si adattano ad esempio ad un contatto di lavoro o ad un amico. QuickType tuttavia non condivide i suggerimenti tra le varie app, e impara solo se si usano le app native, quindi Mail o iMessage: se usate Whatsapp o Skype non state addestrando in alcun modo QuickType. 

Non abbiamo ovviamente rinunciato a provare anche tastiere di terzi: in questo caso la tastiera non solo va aggiunta ma bisogna dargli i pieni permessi. Apple avvisa l’utente dei pericoli che ci possono essere: usando una tastiera di un produttore esterno i dati digitati finiscono nel cloud e questo include anche conversazioni e numeri di carte di credito. Se non si "accetta" la cosa la tastiera non funziona, con Apple che ovviamente scarica sulla decisione dell’utente e sullo sviluppatore delle apps la responsabilità di quello che potrebbe succedere nel caso in cui il cloud di uno di questi sviluppatori venisse violato. 




Le tastiere di terze parti che interagiscono con il cloud necessitano di autorizzazione preventiva

Famiglia: il papà compra per tutti

Un’altra funzione utilissima introdotta da iOS 8 è la possibilità di creare un gruppo famigliare raggruppando fino a 6 Apple ID. Fare parte della famiglia vuol dire condividere gli acquisti di apps senza dover necessariamente condividere un account come probabilmente molte persone hanno fatto fino ad oggi. Apple non ha si è però limitata a questo, ha anche aggiunto la possibilità di creare album famigliari e un calendario condiviso (ovviamente tramite iCloud), piccole cose che possono rivelarsi però utili. Un’altra funzione del pacchetto "Famiglia" è la possibilità di richiedere l’autorizzazione ad un acquisto: i figli potranno chiedere ai genitori di acquistare un app per loro e i genitori potranno rifiutare, il tutto grazie ad un miglioramento nel parental control.


Anche se si è in famiglia la privacy è comunque importante: ogni membro potrà decidere di non mostrare una eventuale applicazione comprata o acquista al gruppo. A capo c’è il "padre di famiglia", l’organizzatore che non solo gestisce il gruppo ma condivide i dati della sua carta di credito. Sempre della suite fa parte anche la possibilità di vedere la posizione degli altri membri della famiglia.

Messaggi: Apple punta Whatsapp

Whatsapp ha ormai monopolizzato il mondo della messaggistica istantanea forte della sua compatibilità multipiattaforma e della sua versatilità, ma nonostante questo Apple ha scelto di migliorare e inserire nella sua applicazione messaggi una serie di funzionalità che riguardano soprattutto iMessage. Il primo è il "Tap To Talk", ovvero la possibilità di mandare brevi messaggi audio ad un contatto, la seconda è la possibilità di mandare selfie e video veloci sfruttando una gestire sull’icona fotocamera: se al posto di premerla fate uno swype verso l’alto l’iPhone scatterà un selfie e lo manderà all’istante senza chiedere conferma. Pericolosissimo. 

Interessante sempre nell’ambito della messaggistica di inserire il "mute" in una chat per non ricevere più notifiche e di vedere uno storico dei file e dei contenuti audio e video scambiati con un utente.


iMessage è stata profondamente rivoluzionata. Manda audio messaggi, foto e video con un semplice gesto. Da segnalare che gli audiomessaggi funzionano anche tra iOS 7 e iOS 8, anche se risultano non consegnati. Arrivano a destinazione senza alcun problema.

 

Fotocamera, dallo scatto in manuale all’editor completo

Una delle applicazione più utilizzate dell’iPhone è sicuramente la fotocamera: Apple migliora l’applicazione di base aggiungendo il Time Lapse e e il timer per lo scatto a 3 o 10 secondi (il flash lampeggia durante il countdown). Nulla di eclatante, anche se le cose miglior le vedremo solo con le apps di terze parti dato che Apple ha finalmente aperto alla gestione manuale dei controlli della fotocamera: Pro Cam 2, già disponibile sullo store, è la prima app che sfrutta queste possibilità. 

 



Ora è possibile impostare il timer di scatto: 3 o 10 secondi con il flash che segnala il countdown



Il timelapse scarta un frame ogni due: il risultato è comunque piacevole



ProCam 2 è la prima app di terze parti con controlli manuali

Novità anche per quanto riguarda l’applicazione Foto: si possono marcare come preferite delle foto cliccando sul "Cuore", e allo stesso tempo nell’elenco degli album compaiono anche album creati o salvati con altre apps, nel nostro caso Play Memories Mobile.


Rivoluzionato interamente l’editor, un piccolo Photoshop a portata di dito: si possono ora non solo ruotare le foto ma anche controllare tutti i parametri dell’immagine correggendo luci, ombre e tanto altro. Davvero ben fatto.







Continuity ti fa capire l’importanza di avere un Mac e non un PC (se hai un iPhone)

iOS e Yosemite sono collegati ora da un filo comune: grazie a Continuity e a funzionalità come Handoff Mac e iPhone si parlano in continuazione senza bisogno di effettuare alcune configurazione. Al momento il funzionamento del sistema non è ancora in fase beta: iOS è pronto, Yosemite non ancora e proprio per questo stiamo usando un MacBook Pro Retina 2014 con a bordo la public Beta 3. Le funzioni "Continuity" sfruttano Bluetooth 4.0 e connettività wireless, e il bello è che non serve alcuna configurazione per attivarle: sfruttando la logica di iBeacon Yosemite rileva la presenza dell’iPhone, vi accede in remoto grazie allo stesso account e stabilisce da solo il collegamento.



Nell’angolo in basso a sinistra vediamo le app che abbiamo aperto sul Mac: possiamo riprendere il lavoro



Ecco come Safari richiama i dati di Handoff dal cloud e apre le pagine desiderate



Handoff va attivato da menu e i consumi salgono leggermente

Nella schermata di blocca schermo dell’iPhone vediamo le attività in sospeso sul Mac e possiamo accedervi direttamente, così come sul Mac possiamo aprire schede di Safari o continuare a comporre mail che abbiamo iniziato su iPad o iPhone. La sinergia tra Mac e iDevice si fa più stretta quando si tratta ad esempio di scambiare file: AirDrop ora funziona tra OSX e iOS. Oltre alla possibilità di gestire apps e documenti tra diverse piattaforme abbiamo apprezzato in modo particolare la possibilità di rispondere al telefono da Mac: la qualità è discreta, c’è un po’ di ritardo ma funziona davvero bene ed è comodo, soprattutto se c’è l’iPhone in carica sul comodino. La stessa cosa dovrebbe valere per gli SMS, che al momento però non risultano implementati e lo saranno solo a fine ottobre. L’unica cosa che ancora manca alla parte "telefonica" è un vero keypad: se durante la telefonata ci viene chiesto ad esempio di inserire un codice di riconoscimento non abbiamo un tastierino per farlo.


Healthkit per ora è "malato", ma promette bene

L’applicazione "Salute" è una delle vere novità di iOS 8. Healthkit, la piattaforma per permettere lo scambio di informazioni tra applicazioni di fitness è al momento in stand by per un non precisato bug ma in queste settimane siamo stati comunque in grado di apprezzare alcune piccole chicche che non erano emerse prima. Una di queste, utilissima, è la cartella clinica: è possibile inserire i propri dati dal gruppo sanguigno ai contatti per le emergenze nella cartella clinica che sarà richiamabile dalla loco screen anche se c’è il codice inserito. Una piccola cosa, ma in caso di incidente se chi porta i primi soccorsi è sufficientemente smart avere a portata di mano certe informazioni può davvero salvare la vita. Chi possiede però un iPhone 5S o a breve avrà un nuovo iPhone 6 può già sfruttare ad esempio il contattassi interno per arricchire la schermata home.



I dati di tutti i sensori e delle altre app vengono aggregati in una dashboard configurabile dall’utente



Alimentazione, attività fisica e parametri vitali: tutto si gestisce da un utile pannello



La cartella clinica racchiude i dati sensibili di un utente. Potrebbe essere davvero utile

iCloud Drive è un Google Drive più caro

Una importante novità di iOS 8 riguarda il modo in cui Apple gestisce i file sul cloud. Questa a dire il vero è una feature per utenti un po’ smanettoni, perché per la maggior parte della gente il passaggio ad iCloud Drive sarà trasparente e indolore. Ad oggi le apps che supportano iCloud, come Pages o Numbers, sincronizzano in automatico i contenuti con le stesse apps su iPad o OSX ma non è possibile seguire questo scambio di file che avviene in modo totalmente trasparente per l’utente. L’aggiornamento a iCloud Drive apre invece le porte a questo mondo: sarà possibile copiare i file sul cloud, aprire le cartelle delle apps per vedere cosa c’è dentro e spostare file da cartella a cartella nel cloud in modo facile e intuitivo. Una sorta di Dropbox, insomma, anche se manca un vero e proprio client su iOS: non c’è un finder e neppure un esplora risorse per gestire i file del cloud, e l’unica soluzione è andare su beta.icloud.com oppure usare il Mac con OSX.


iCloud Drive è una feature pensata più per un uso desktop, e il vantaggio il ambito mobile è la possibilità di copiare dei file in una cartella e accedervi poi con un app: al momento le apps ottimizzate sono pochissime, ma a breve molti reader di PDF e app di produttività potranno cercare file nel cloud come già oggi si può fare ad esempio con Dropbox o Google Drive. 

In ogni caso consigliamo di appoggiarsi ad altri sistemi come Dropbox o Google Drive: iCloud infatti oltre a costare più dei competitor, anche se il prezzo è sceso, viene usato da iOS anche per i backup dei device e quindi lo spazio libero per la gestione dei file rischia di essere davvero poco.

"Hey Siri", svegliati e rispondimi



Anno dopo anno Siri diventa più intelligente: la nuova versione di Siri per iOS 8 ha imparato a riconoscere anche le canzoni grazie all’integrazione con Shazam e ovviamente ci consiglia l’acquisto su iTunes per ogni match positivo. La feature che riteniamo però più importante, anche se va attivata manualmente dal menu, è la possibilità di richiamare Siri anche a telefono in stand-by semplicemente dicendo "hey Siri". Questa funzione è particolarmente interessante nel caso di utilizzo hand-free, quindi quando siamo in macchina e vogliamo chiamare qualcuno o farci dare indicazioni di navigazione senza distogliere lo sguardo dal volante. "Hey Siri" sostituisce un po’ il tasto "Siri" che Apple aveva proposto ad alcuni costruttori di auto e che non ha trovato adeguata risposta sul mercato per svariati problemi. L’unico limite di questa funzionalità è le necessità di avere lo smartphone collegato alla presa di ricarica: restare sempre in ascolto, per l’iPhone, comporta un consumo notevole di batteria. Qualcomm ha una tecnologia analoga che funziona senza impattare sui consumi, implementata via hardware nei chip Snapdragon, ma è brevettata: probabilmente i processori A di Apple non sono dotati di una funzionalità simile.

Miglioramenti globali a tutte le apps

Come ogni aggiornamento di iOS anche le app native ricevono una serie di migliorie. Non le abbiamo analizzate tutte, ma vogliamo raccontare le più curiose (fatta eccezione per quelle già descritte sopra). Partiamo dall’AppStore, che non ha subito stravolgimenti se non una funzione che permette di suggerire le app in base alla posizione. App Store chiede l’autorizzazione all’utente per sfruttare la sua posizione e in base a qualche criterio particolare cerca di dare app utili: nel caso di una città potrebbe suggerire una guida o un app sui trasporti locali, ma nel nostro caso, quartiere periferico di Milano, non suggerisce nulla di particolare. Anzi, ci propone un app del Milan, neppure quella ufficiale: sarà per la vicinanza con la nuova sede?

Sempre in App Store Apple ha inserito una nuova modalità "App Suggerite" che consiglia all’utente di scaricare l’app relativa ad un posto o ad un negozio nei paraggi. Passeggiando di fronte a McDonald dovrebbe suggerirci l’app del fast food, ma al momento, nonostante un bel giro in Corso Vittorio Emanuele e il Galleria a Milano non siamo riusciti a farci suggerire nulla. il suggerimento, oltretutto, compare nella loco screen: qualcuno parla già di pubblicità, secondo noi sono i primi tentativi di implementazione di iBeacon. Ora arriva il suggerimento dell’app, poi il prossimo step saranno sconti, coupon o altro. 

Cambia leggermente anche Safari: la novità più apprezzata in Italia è sicuramente la possibilità di richiedere un sito in versione Desktop "raggirando" così il paywall di Corriere e Gazzetta: anche sotto copertura Tre richiedendo la versione desktop si vedono tutti i contenuti senza più pagare. Altra piccola aggiunta a Safari è la possibilità di selezionare DuckDuckGo, il motore di ricerca anti Google che non raccoglie alcun dato delle tue ricerche. Va ovviamente impostato a mano, e come motore di ricerca non è proprio il massimo.


Tanta carne al fuoco senza abbassare le prestazioni

iOS 8 è un aggiornamento obbligato: offre tantissimo all’utente finale ma offre possibilità ancora maggiori per gli sviluppatori che possono finalmente lavorare offrendo non solo apps ma anche estensioni. Nonostante uno spazio occupato leggermente maggiore di iOS 7 il nuovo iOS non ha assolutamente appesantito i vecchi terminali e non ha avuto alcun effetto negativo, almeno nel nostro caso, sulla batteria. Qualche problema in più potrebbero averlo i possessori di iPhone 4S, un po’ per le prestazioni un po’ perché comunque tra notifiche, nuova vista multitask e nuovo control center iOS si sta evolvendo sempre di più verso schermi di grande formato, e già sull’iPhone 5 qualche vista dell’interfaccia inizia a sembrare un po’ sacrificata. Qualche bug c’è, qualche applicazione non aggiornata ha fatto un po’ le bizze ma nel complesso non ci sono motivi per attendere.

Con iOS 8 non ci sono praticamente più scuse neppure per il jailbreak: con le possibilità di personalizzazione l’unico vero motivo per modificare il device è evitare l’acquisto di app, anche se nessuno lo ammetterà mai. Ci sono alcune funzioni di iOS 8 dedicate ovviamente ai nuovi iPhone 6 e 6 Plus: le abbiamo lasciate in stand-by in attesa della prova completa dei nuovi smartphone.


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